Commenti recenti

utente anonimo in Sotto le lenzuola

Archivio

oggi
--- 2007 ---

Categorie

Partecipano

Foto recenti

sabato, 12 maggio 2007

Sotto le lenzuola

La suoneria della radiosveglia ti scuote dal torpore notturno. Lasci trascorrere alcuni secondi, poi sfili la mano da sotto il lenzuolo e premi l'interruttore che arresta il fastidioso rumore. Non ti alzi dal letto, rimani qualche istante a goderti il tepore del piumino prima d'intraprendere una nuova giornata.
     Non ti poni il problema di trovare il bagno occupato da una moglie o dai figli come succede alla maggior parte degli uomini della tua età.
     Tu sei solo. 
     Una volta espletati bisogni fisiologici mattutini entri nel box della doccia ed apri il rubinetto dell’acqua calda. Utilizzi il rasoio elettrico per raderti la barba. Quando hai finito di vestirti fai colazione. Da uno dei ripiani del frigorifero togli la caraffa del caffè d'orzo e ne versi dentro una tazza. Inserisci il piccolo recipiente nel piatto girevole del forno a microonde e in pochi secondi il caffè è caldo. Il tempo di assaggiare tre biscotti, tre, sorseggiare la bevanda calda, e sei pronto ad uscire da casa.
     Quando la lancetta più lunga dell’orologio è ferma sullo zero e la piccola sull’otto sgusci dal cancello condominiale in sella alla bicicletta, unico mezzo di locomozione che hai a disposizione, diretto al posto di lavoro.
     Esci in strada in maniera furtiva, quasi fosse tuo desiderio non incontrare nessuno degli altri condomini.
     Nella sacca del portapacchi hai riposto un sacchetto di plastica con due fette di torta di cioccolata, avvolte nella carta per alimenti, una mela e una bottiglia di Gatorade..

    La temperatura dell'aria stamani è particolarmente fredda, malinconico presagio dell'inverno che sta per arrivare. Freddoloso come sei hai indossato quattro maglioni di lana e un giubbotto di pelle di montone. Ti scaldi pedalando mentre attraversi la città mescolandoti nel traffico di autovetture.
     Sul viso hai riposto una mascherina di carta per proteggerti dall’esalazioni dei gas di scarico emessi dalle autovetture. In una decina di minuti raggiungi il luogo di lavoro: l'ospedale.
     Hai quarant'anni e ne hai trascorsi più della metà ad eseguire la medesima indagine radiologica con la medesima apparecchia a raggi X. Sul lettino del tuo dell'ambulatorio diagnostico hai visto coricarsi splendidi corpi di giovani donne e quelli deformi di anziane signore, ma di nessuna porti il ricordo.
     A una certa ora del mattino, di solito verso mezzogiorno, ti fermi per la pausa pranzo. Ti cibi con le fette di torta di cioccolata che ti sei portato appresso, poi sorseggi il contenuto della bottiglia di Gatorade che dal primo mattino hai incominciato a bere a intervalli regolari. Dopo la pausa pranzo torni in ambulatorio e riprendi a lavorare fino a sera.
     Quando esci dalla Clinica è sera. Timbri il cartellino nell'orologio segna tempo e lo riponi nella fessura che lo custodisce accanto a quello degli altri colleghi. Fuori dell'ospedale getti la bottiglia di Gatorade, ormai vuota, nel cassonetto per la raccolta differenziata dei rifiuti, dopodiché prosegui nella tua corsa verso casa.
     Pedalando a grande velocità percorri la medesima strada che ti ha condotto sul luogo di lavoro alla mattina, stavolta però nel senso inverso. Nei tuoi spostamenti non cambi mai itinerario e ripeti le medesime azioni.
     A casa non c'è nessuno ad aspettarti. Riordini la stanza da letto, spolveri con scrupolo certosino il salotto e la cucina. All'ora di cena estrai dal frizzer un barattolo di gelato di crema e cioccolato, dopodiché torni nel salotto. Vai a sederti sul divano. Accendi la tivù e col telecomando ti sintonizzi su Discovery, il canale satellitare che trasmette documentari sulla natura.
     Finalmente inizi a gustarti il gelato.

   E' mezzanotte quando decidi d'andare a dormire. Un tempo, sotto le coperte del letto a due piazze, c'era la tua donna ad aspettarti. Stasera non c'è nessuno. La tua compagna se n'è andata per sempre la notte in cui l'automobile, alla cui guida c'eri tu, è uscita dalla strada capottando. La tua compagna è morta insieme alle due bambine che viaggiavano insieme a voi.
     Solo tu sei sopravvissuto. 
     Ti spogli, spegni la luce dell'abat-jour e il nero riempie di buio la stanza da letto. Fatichi a addormentarti. Hai un dannato bisogno di compagnia. Il dolore che ti angoscia non ti consente di restare solo con il tuoi pensieri.
     Ti avvicini all'armadio e da un'anta estrai il prezioso oggetto che custodisce. Riponi la bambola sotto le coperte con la celata speranza che possa surrogare il calore che un tempo sapeva darti la tua donna.
     E' un rituale che ripeti da alcuni mesi a questa parte, da quando navigando su Internet sei incappato in uno dei siti web che commercializzano materiale pornografico per corrispondenza. E' lì che hai scoperto l'esistenza di Evelin: la tua bambola ad acqua.
     Ti è costata un centinaio di euro o poco più, ma valeva la pena portarsela a casa. Lei sa trasmetterti il piacere sessuale di una donna vera e tu ne hai bisogno.

    Evelin è un modello sintetico di donna erotica, il migliore succedaneo posto in commercio dal mercato pornografico. La superficie in lattice di cui è rivestita somiglia alla pelle di una donna in carne e ossa.
     Il pube, intorno alla fessura della vagina artificiale, è ricco di peli. Sono di colore castano, come il colore della parrucca, e sono simili ai capelli della tua Giovanna. Un termostato, tarato a trentasette gradi centigradi, mantiene la temperatura dell'acqua costante, donando alla bambola morbidezza e l’elasticità di un corpo umano.
     Nell'oscurità della camera inizi a toccarti il sesso. E' una pratica che non hai mai abbandonato, nemmeno quando tua moglie era in vita. Le dita accarezzano la sottile striscia di pelle che congiunge l'ano ai testicoli. Ti piace sentire lo scroto che si ritrae fra le tue dita mentre assume dimensioni sferiche. Come tutti gli uomini hai iniziato a toccarti da ragazzo e sai come trarne piacere.
     Sfiori con le dita la superficie sottile e tesa della cappella sino a riempire i corpi cavernosi. Fremi di piacere ad ogni sfregamento, e sei pronto a cavalcare il corpo di Evelin.
     La saliva che hai depositato sulle dita è un utile lubrificante. La spalmi sull'uccello che introduci poco per volta nella fessura fra le cosce di Evelin. Le pareti sono morbide e calde. Hai provveduto a divaricarle le gambe e questo facilità l’affondo dell'uccello nella fessura.
     Inizi a scoparla allo stesso modo che eri solito fare con la tua donna. Quando hai raggiunto il giusto ritmo di scopata premi il tasto "play" del registratore audio che appoggiato sul comodino.

    Un tempo tu e Giovanna vi divertivate a registrare i rumori dei vostri amplessi. Godevate nel riascoltare i bisbigli, i silenzi, le grida di piacere che pronunciavate mentre facevate all’amore.
     Le voci riempiono il silenzio della stanza. Il gemiti dell'amplesso ti accompagnano nel frugale rapporto con Evelin. Muovi l'uccello nel serbatoio di plastica e non pensi più a Giovanna. L'unica cosa che ti preme è godere del piacere che riesce a provocarti la scopata con Evelin.
     Interrompi più volte i movimenti del bacino per non eiaculare troppo in fretta. Cospargi nuova saliva sulla cappella e riprendi a penetrare la cavità con maggiore vigore. Anche stasera fai di tutto per sincronizzare il piacere che stai provando con le voci registrate nell'audiocassetta, in modo che la sborrata coincida con il coito inciso sul nastro.
     Raggiungi l'orgasmo in perfetta sincronia con la voce registrata della tua donna, dopodiché ti accasci sulla sagoma di Evelin. Sfili l'uccello dalla fessura e ti asciughi l'uccello con il bordo del lenzuolo, infine spegni il registratore e ti metti a dormire.
     La tua vita si consuma uguale, giorno dopo giorno. Se la vita è solamente un lungo sogno e noi viviamo all'interno di quel sogno, allora lo strano è vivere.

 Video porno tettone  video porno anale  video porno interraziale  tv porno  porno amatoriale  porno lolita  Film porno    free porn trial

postato da: andy78 alle ore 20:38 | link | commenti (1)
categorie:
venerdì, 06 aprile 2007

Il signore delle rane

La notte, come molte altre, era stata costellata da più di un epilogo tragico, obbligandomi a correre da una stanza all'altra per assistere pazienti in fase terminale. Ero esausta, indebolita, svuotata di energia, ma più di tutto desideravo coricarmi su di un letto e mettermi a dormire.
     L'alba era spuntata da poco quando posteggiai l'Opel Tigra nel seminterrato del condominio dove abito. Stavo risalendo gli scalini che conducono ai piani superiori del caseggiato quando avvertii un rumore di passi. D'improvviso mi trovai di fronte Franco, uno dei condomini del palazzo.
     La nostra amicizia aveva radici lontane. In sostanza eravamo cresciuti insieme. Suo padre e il mio avevano il medesimo hobby della pesca, e costringevano le nostre due famiglie a trascorrere le domeniche in riva al fiume per soddisfare la loro passione.
     Da bambino Franco possedeva una maniacale passione per le rane. Trascorreva interi pomeriggi in riva al fiume per catturarle. La domenica sera, sulle tavole delle nostre famiglie, non mancavano mai i piatti di rane fritte: quelle che Franco acciuffava durante la giornata.
     Era svelto nell'acchiappare le rane con le sole mani. Scandagliava gli anfratti della riva e quando afferrava uno di quegli anfibi lo collocava nel cesto di vimini che portava sempre tracolla. Avevo poco più di dieci anni quando fummo protagonisti di un episodio assai divertente. Accadde durante un pomeriggio che avevo accompagnato Carlo in riva al fiume a caccia alle rane.
     - Senti che pelle liscia ha questa rana. - disse porgendomi uno degli animaletti che aveva appena catturato. 
     Il colore della pelle dell'animale era maculata tra il verde e il nero. Sfiorai il dorso della rana con le dita, ma l'anfibio fu svelto a spiccare un salto e s'inabissò nell'acqua sottostante. Ricordo che Franco si mise a ridere, mi spruzzò d'acqua il viso e riprese a dare la caccia agli animaletti.
     Rimasi ad osservarlo mentre si adoperava con le dita a scandagliare la riva nella sua occupazione preferita. Tutt'a un tratto si avvicinò verso di me con fare sospetto. Nelle mani nascondeva qualcosa di misterioso che mi rovesciò addosso facendola passare attraverso l'elastico delle mie mutandine.
     Gli esseri animati imprigionati nella maglia del costume da bagno incominciarono a muoversi, come impazziti, alla ricerca di una via d'uscita, infilandosi persino nella fessura della passerina.
     Incominciai a piangere e gridare terrorizzata per quanto mi stava accadendo. Allarmata mamma giunse in mio aiuto.Vedendomi in balia di una crisi di pianto si informò su quanto fosse successo. Indicai le mutandine e lei si affrettò ad abbassarle. La moltitudine di girini che Franco aveva depositato sotto l'elastico delle mutandine si riversò nella sabbia. Mamma e tutti gli altri giunti in mio soccorso si misero a ridere. Soltanto io insistetti nel volere piangere.

Il ricordo di quello scherzo mi tornava alla mente ogni volta che incontravo Franco, mettendomi di buon umore.
     - Buongiorno, è questa l'ora di fare ritorno a casa? - disse.
     Franco pronunciò la frase con ironia, accompagnando le sue parole con un ampio sorriso, conscio che stavo facendo ritorno a casa dopo una lunga notte di lavoro.
     Non diedi risposta alle sue parole. Ero troppo assonnata per farlo.
     - Ehmm... dal momento che non pronunci una sola parola, ne approfitto per invitarti a cena sicuro che accetterai l'invito e non reagirai negativamente. Che ne dici? Potremmo parlare dei vecchi tempi, scambiare quattro chiacchiere e ascoltare della buona musica, ti va? 
     Rimasi sorpresa dall'invito. Lui ed io eravamo sempre rimasti buoni amici, ma niente di più. Franco si era sposato giovanissimo, di recente si era separato dalla moglie ed era tornato ad abitare nel condominio dove avevano alloggiato i suoi genitori ormai deceduti. Io invece avevo inseguito il sogno del grande amore senza mai riuscire a trovarlo.
     - Ma sì... dai! Certo che mi va. - risposi con entusiasmo.

Anch'io ero reduce da una relazione finita male. Per molto tempo avevo fatto l’amore con un medico, compagno di lavoro, che un giorno mi aveva messa da parte per sposare la figlia del suo primario. Stavo attraversando un brutto periodo ed avevo bisogno di compagnia.
     - Ti va se ci vediamo giovedì sera? - propose - sempre che tu sia libera da impegni. Preparerò una cenetta coi fiocchi in ricordo dei vecchi tempi.
     - D'accordo, giovedì alle otto sarò a casa tua.
     Raggiunsi l'ascensore e salii al piano mio appartamento, conscia che al giovedì successivo sarei andata a consumare un incontro che non sarebbe stato soltanto una rimpatriata fra vecchi amici.

La sera di giovedì sopraggiunse in breve tempo. Dopo la doccia mi profumai i pochi peli che mantenevo intorno la passera. Tinsi di smalto le unghie di mani e piedi dello stesso colore con cui avevo imbellettato di rosso le labbra, poi m'intrattenni a lungo davanti allo specchio indecisa nella scelta dell'intimo che avrei dovuto indossare. La scelta cadde su di un perizoma e un reggiseno di tulle nero trasparente. 
     Entrando nell'appartamento di Franco rimasi sorpresa dall'odore di fritto di cui era impregnata l'aria. Mi fece accomodare attorno la tavola e come primo piatto mi servì delle fettuccine al ragù. Per secondo il suo piatto preferito: rane fritte. 
     Sorseggiammo del buon vino e conversammo a lungo rievocando molti degli episodi della nostra infanzia. Lui si mostrò amabile e educato pronunciando battute scherzose senza mai essere volgare dimostrandosi galante come lo avevo sempre conosciuto. Dopo cena ci accomodammo sul divano del salotto ad ascoltare della musica. Casualmente scoprimmo di avere i medesimi gusti musicali. A lui piacevano i ritmi della latin music ed in particolare quelli della chitarra di Carlos Santana, gli stessi che apprezzo anch’io..

Le note di Black Magic Woman, Samba Pa Ti ed Europa ubriacarono la mia testa congiuntamente alle coppe di vino bianco sorseggiate durante la serata in grande quantità. Senza saperlo mi ritrovai sdraiata sul divano, stretta fra le sue braccia, con le labbra appiccicate alle sue. Franco s'inginocchiò ai miei piedi e pretese che mi lasciassi spogliare da lui. Lo fece con cautela sfilandomi da prima la camicetta e subito dopo liberandomi della gonna. Rimasi con indosso solo il perizoma e reggiseno.
     La sua lingua percorse la superficie delle mie cosce fino all'incavo del pube. Cercò d'insinuarsi fra il tessuto del perizoma per arrivare a quanto di più prezioso custodiva. Sganciai il reggiseno e lasciai che le tette venissero a contatto con le sue mani.
     Franco si alzò da terra, mi prese il capo fra le mani e cominciò a sussurrarmi parole affettuose all'orecchio.
     - Da tempo aspettavo questo momento. Dal giorno in cui t'infilai le larve di rana nelle mutandine. Ti desidero, più di ogni altra cosa al mondo.
     - Anch'io ti desidero. - dissi.
     Lasciai cadere il perizoma e mi ritrovai nuda. Anche lui si spogliò degli abiti. Il suo corpo era da atleta con dei pettorali ben scolpiti. Nella penombra della stanza, illuminato da una lampada da tavolo, il cazzo mi apparve turgido e inarcato verso l'alto. Molto diverso da quello che gli avevo intravisto quando era bambino. Mi obbligò ad alzarmi in piedi e solo allora congiungemmo i nostri corpi in un tenero abbraccio. Quello che stava accadendo non era casuale, era qualcosa di sopito che dovevamo soddisfare. 
     L'abbraccio liberò ogni mia difesa. Franco s'impadronì del mio fondo schiena stringendomi le mani sulle natiche, riempiendomi di brividi caldi, poi iniziò a carezzarmi le tette intervallando piccoli morsi ai capezzoli tumidi e sensibili ad ogni tocco delle dita. Mi penetrò nella bocca con la lingua e iniziò a frugare la cavità in cerca della mia, e la trovò. Il suo corpo incominciò a contrarsi, prese a tremare tutto, poi si staccò.
     - Vuoi che t'inculi o lo vuoi nella fica? Vuoi che te lo metta fra le ascelle e ti sborri nelle orecchie? Te lo metto sotto il mento, fra le tette o vuoi che te lo inserisca fra una coscia e l'altra? Dimmelo! Dimmelo!
     - Sì... Sì... sbattimi il cazzo dove vuoi, frugami ovunque! Fa che ne muoia, squarciami tutta. - esagerai, contagiata dal modo scherzoso che aveva di porsi nei mie riguardi. 
     Avevo la fica era bagna a tal punto che un rivolo d'umore mi scese lungo le cosce appiccicandosi alle sue gambe. Franco mi fece inginocchiare sul tappeto, in posizione pecorina, dopodiché si allontanò dalla stanza. Si presentò poco dopo stringendo nelle mani un vaso di vetro, di quelli che si utilizzano per contenere la conserva di marmellata.
     Che cazzo starà escogitando, pensai, ma non mi scostai dalla posizione che mi aveva fatto assumere. La sua mano si adagiò sulla fica e qualcosa di viscido mi penetrò. Il movimento con cui si era affrettato nella manovra fu così rapido che non riuscii a scostarmi. Quello che accadde subito dopo mi fece sembrare eterno il piacere che andavamo consumando. Le pareti della fica incominciarono a contrarsi per la presenza dei corpi estranei che Franco aveva depositato nella cavità. Incredula, ma eccitata, incominciai a fremere di un dolce piacere. Ero sudata come se stessi compiendo la sauna, mentre quei "così" prigionieri nella fica continuavano a muoversi nella cavità senza un attimo di pausa.
     - Non ti preoccupare. - mi sussurrò all'orecchio. - E' una sorpresa che ho preparato apposta per te. Sono girini, li ho catturati stamani al fiume.
     Un lungo brivido mi percorse il corpo da capo a piedi. Non sapevo se stesse scherzando o dicesse il vero. Quella che stavo provando era una sensazione gradevole che non mi sarei mai sognata di sperimentare. Otturò la fica col palmo della mano evitando la fuoriuscita dei girini dalla cavità. I piccoli anfibi parevano a loro agio nell'habitat naturale del fluido della passera. Franco puntò l'uccello, leggermente ricurvo, nel buco del mio culetto. Inumidì di saliva lo sfintere e mi penetrò spostando la cappella in profondità, spingendo le anche in avanti più che poteva.
     - Ti faccio male?
     - Sì, ma non preoccuparti. - grugnii. - E' un piacere che non voglio perdermi per nessuna cosa al mondo - dissi serrando i denti per il dolore.

I movimenti lenti del cazzo inondarono di piacere il mio corpo. Sentivo i deliziosi animaletti muoversi dentro la fica e godevo del cazzo che risaliva nell'intestino. Assecondai Franco dimenando il culo ed oscillando i fianchi con la fica sempre più bagnata.
     - Ah... ah... come godo... - urlai.
     - E' davvero morbido il tuo culetto. Muovilo mentre t'inculo, dai... dai!
     Posai la mano sopra la sua che per tutto il tempo aveva fatto da tappo alla fica. Sfiorai il clitoride e iniziai a masturbarmi accelerando i movimenti fino a quando sentii Franco gridare.
     - Vengo... vengo...
     Dopo qualche istante ebbi un orgasmo così terribile che le mie urla superarono di gran lunga il suono della chitarra di Santana, che per tutto il tempo dell'amplesso aveva fatto accompagnato le nostre evoluzioni. Non tirò fuori l'uccello dal culo, rimase accovacciato sulla mia schiena sborrando il seme dentro di me.

Tre mesi dopo la splendida serata mi ritrovo ad essere di nuovo sola. Franco si è riconciliato con la moglie ed è tornato ad abitare con lei ed i due figli. A me è rimasto il ricordo di quell'unica indimenticabile serata. Un'altra cosa a dire il vero mi è rimasta: la speranza d'incontrare, prima o poi, un altro uomo con l'hobby della pesca, capace di farmi provare quel medesimo piacere.

postato da: andy78 alle ore 16:14 | link | commenti
categorie:
domenica, 11 marzo 2007

Ammucchiata

Ammucchiati uno sull'altro non ci accorgiamo degli altri. Qualcuno ha introdotto il cazzo nel mio didietro e spinge con insistenza la cappella dentro e fuori l'ano. Carponi sul pavimento serro fra le labbra il cazzo di un individuo di cui non distinguo il volto, per niente interessata alla sua identità. La stanza, semibuia, è resa luminosa dagli sterpi di legno che fiammeggiano nel caminetto e danno calore all'ambiente.
     Ammassi di corpi giacciono sul parquet di legno stanchi e spossati, impegnati ad infilare, levare, accogliere e scambiarsi emissioni di liquidi organici d'ogni sorta. Ho persino la sensazione che alcune delle persone stiano per perdere i sensi tanto sono stranite, ma forse la loro è solo paura, patimento o magari soddisfazione.
     Godo! Cazzo se godo! Sentire la cappella che scivola avanti e indietro nello sfintere del mio culetto mi fa stare bene. Raramente mi succede durante la giornata quando sono a casa o al lavoro in ospedale. Accompagno i movimenti dell'ospite, che trattengo ben stretto nel culo, con quelli delle labbra che serrano nella bocca un'altra cappella. Ho preso l'abitudine di fare sesso simultaneamente con più persone e non riesco a farne meno. Porto a compimento questa perversione una volta al mese, quando mi è permesso farlo, ma sarebbe mio desiderio poterlo fare più spesso
     Rantoli di appagamento si sovrappongono ai movimenti dei corpi che mi circondano. Stasera ho la fica inviolata, nessuno di coloro che partecipano al rito orgiastico si è fatto sotto per cercarmela.
     Il culo mi brucia, sopporto con piacere il dolore che mi provoca l'inculata, ma ho voglia di essere scopata al più presto. L'uomo che mi sta davanti inizia a tremare. Sfilo il cazzo dalla bocca e continuo a menarglielo fintanto che un getto di sperma mi coglie in pieno viso. Serro le dita sul cazzo e infilo la cappella fra le labbra inglobando il resto dello sperma che continua a fuoriuscire copioso dall'uretra. Il sapore dell'emulsione, che deglutisco con enorme piacere, è dolciastro. Lascio che termini di defluire, poi lecco la cappella fino a renderla opaca.
     L'uomo che mi sta dietro è ostinato nella sua opera, l'aiuto movendo il bacino mettendomi in sincronia con i suoi spostamenti. Vorrei che qualcuno si facesse largo fra la massa di corpi che mi circondano e m'infilasse il cazzo nella fica, perlomeno potrei godere di una duplice penetrazione, ma nessuno si fa avanti. Accarezzo il clitoride e provo un dolce piacere nel toccarmi. Meglio tenere due dita nella figa piuttosto che niente, penso, mentre l'uomo che sta dietro al mio culo continua a pomparmi. 
     Qui, in mezzo a queste persone, ho la chiara percezione di quanto sia sottile il confine fra vita e morte: privilegio di pochi è sapersi conquistare gli attimi di godimento che abbiamo a disposizione in questa breve esistenza terrena.
     Stasera sono qui, ancora una volta, a godere appieno dei piaceri della carne. L'ansimare del mio partner è una avvisaglia dell'imminente orgasmo che sta per sopraggiungere. Accelero il movimento delle dita sul clitoride per non essere da meno del mio ospite e raggiungere, insieme a lui, l'estremo piacere, invece mi previene sborrandomi nel culo. Lo fa accostando a sé le mie natiche giovandosi della poderosa forza delle braccia. 


La Via Emilia alle tre di notte è invasa da una moltitudine di autovetture. Persone che vagano, apparentemente senza meta, per la città. L'aria fresca entra dal finestrino dell'Opel Tigra dispensandomi un gradevole refrigerio. Attraverso la città con estrema facilità. In un battibaleno sono oltre il torrente, a pochi isolati dalla mia abitazione.

 porno manga  porno lesbiche

     Abbandono la borsetta sulla cassapanca, tolgo le scarpe e a piedi nudi mi dirigo verso la stanza da bagno. Tolgo di dosso gli indumenti ed entro nel box della doccia. Ho la necessità di rimuovere le residue tracce di sperma che insudiciano la mia pelle. Lascio che l'acqua scivoli sull'epidermide e sottragga i segni dell'amore di gruppo.
     Detergo le mani di sapone liquido e mi aspergo i seni dell'essenza profumata. Scendo con le dita fino alla pelvi, raggiungo l'ano e sfrego i due peduncoli emorroidali che si trovano ai lati dell'orifizio, poco dopo sono in camera.
     Luca è addormentato. Levo dalla pelle l'accappatoio di spugna e scivolo sotto le lenzuola. Il mio uomo se ne sta coricato sul fianco in posizione fetale. Avvicino il ventre alla sua schiena e lo circondo con le braccia attorno al torace. Luca si gira e bisbiglia alcune parole. 
     - Già qui?
     - Sono le tre.
     - E' andato tutto bene?
     - Sì.
     - Ti sei divertita?
     - Hmm... un po'...
     Stendo la mano sull'addome di Luca fino a raggiungere l'elastico degli slip, poi inizio a tastargli il cazzo che avverto essere turgido. Mi posiziono cavalcioni sul ventre del mio uomo e guido il membro nella figa, poi inizio a muovere il bacino spingendolo avanti e indietro, ruotandolo sul rotolo di carne che si eleva fra le cosce di Luca. 
     Godo! Cazzo se godo! Mi muovo senza sosta, sempre più in fretta. Lui stringe con le mani i miei seni le cui sporgenze erettili fremono a contatto delle dita.
     Godo. Goodo! Mamma mia quanto godo! 
     Trafiggo la carne di Luca calcando le unghie sul torace, in prossimità delle clavicole. Lui ha un sussulto e ansima di piacere. Ormai sta per venire, lo percepisco dal respiro sempre più affannoso. Anch'io sto per raggiungere l'agognato piacere. L'orgasmo arriva tutt'a un tratto, violento, cogliendoci in un incontrollato tremore.
     Urlo come una pazza. Un flash di calore sale dall'utero e percorre per intero il mio corpo scoppiandomi come un petardo nel cervello. Mi accascio su Luca e piango. La sua mano mi accarezza il capo ed è l'ultima cosa che avverto prima di addormentarmi fra le sue braccia.
postato da: andy78 alle ore 16:25 | link | commenti
categorie:
venerdì, 16 febbraio 2007

Viole del pensiero

Le parole che vengono fuori dalle labbra di Lorenzo, taglienti come la lama di un coltello, fanno male e mi feriscono. Seduta al suo fianco resto ad osservarlo mentre guida la Volvo in maniera spericolata affrontando le curve a forte velocità. Le gomme stridono sull'asfalto e provocano un intenso rumore. Ho la sensazione che la vettura stia per ribaltarsi da un momento all'altro, ma nell'istante in cui sta per accadere la macchina si raddrizza di colpo e riprende la corsa.
     Non c'è rimasto molto tempo per parlare, fra non molto saremo a casa, dopodiché fra noi tutto sarà finito.
     - Beh, cos'altro ti aspettavi da me?
     - Niente... niente - rispondo a capo chino.
     - Pensi che per me sia stato facile assistere alla tua esibizione?
     - Non lo so.
     - Eppure lo dovresti sapere.
     Sì, certo che lo so. Con un colpo di spugna vorrei cancellare quanto ha visto stasera. Vorrei ricominciare tutto da capo, fingendo che nulla è accaduto e che tutto è rimasto come prima, ma non è così. Non può essere così.
     Il buio della notte è reso impenetrabile dalla fitta nebbia che incombe sulla pianura. I fari dell'autovettura s'incuneano nella condensa di vapore acqueo che riduce la visibilità a meno di trenta metri. A malapena riesco a distinguere le righe tratteggiate della sede stradale. Lorenzo, per nulla intimidito dalla scarsa visibilità, procede speditamente senza allentare la pressione sul pedale dell'acceleratore.
     - Non voglio sapere nulla più di quello che già ho visto. Non occorre che ti discolpi, è solo tempo perso.
     Accucciata di traverso sul sedile resto a guardarlo. Lorenzo, imperturbabile, scruta la strada senza mai degnarmi di uno sguardo. Trovo disarmante il modo in cui sa contenere la rabbia senza tradire la benché minima emozione. E' risoluto nella guida come nell'esprimere i suoi pensieri. Se è sua intenzione umiliarmi, lo sta facendo molto bene.
     Scruto le ombre che si protendono sul suo viso quando incrociamo i fari di una autovettura. Tutt’a un tratto mi torna alla mente il giorno di San Valentino di un anno fa, quando all’uscita dall’ufficio me lo sono visto venirmi incontro. Nella mano stringeva un bouquet di viole del pensiero.
     - Sono per te - disse sfiorandomi le labbra con un bacio.
     Non mi scostai e lasciai che le sue labbra si posassero sulle mie. C'eravamo conosciuti soltanto qualche sera prima a una festa di comuni amici, mai avrei sospettato di ritrovarmelo di fronte all'uscita dell'ufficio, specie in una giornata piena di significati come quella. Semmai, ad aspettarmi, doveva esserci un'altra persona, ma quella sera non si era fatta viva.
     Un mazzo di violette era quanto di più romantico un uomo potesse farmi dono nel giorno di San Valentino. Nessuno prima di lui aveva usato una simile attenzione verso di me. Lorenzo era riuscito a deliziarmi con un gesto poetico e passionale. La nostra storia ha avuto inizio la sera di San Valentino con un tradimento e sta per concludersi stasera per colpa di un altro atto d'infedeltà.
     Vorrei urlare, dirgli che nel mio cuore c'è posto solo per lui, che il suo cazzo è tutto per me e che tutto il resto non conta niente. Stasera, alla festa, quando mi ha scoperta in camera di Giorgia mentre facevamo l'amore, non ho avuto il tempo di spiegargli quello che stava accadendo.
     Avevo ceduto alle lusinghe e alle suppliche di Giorgia con la promessa che sarebbe stata l'ultima occasione in cui avremmo fatto l'amore. Quando Lorenzo mi ha sorpresa, nuda nel letto, con le cosce aperte, abbandonata alle carezze della mia ex, sono rimasta muta. Avrei potuto gridare le mie ragioni, ma sono rimasta in silenzio, lasciando che la porta si chiudesse alle sue spalle.
     - Non volevo farti del male, te lo giuro. Quando ti sei messo con me sapevi come sono fatta, non ti ho nascosto niente dei miei trascorsi. Quello che hai visto stasera appartiene al mio passato e non tornerà più, te lo giuro.
     Le lacrime mi si fanno largo fra le palpebre e scendono copiose lungo le guance rigandomi il viso. Riesco a malapena a sussurrare:
     - Amo te... solo te.
     Singhiozzo e piango senza riuscire a trattenermi. La sua mano si posa sopra un mio ginocchio e l'accarezza. Apro il finestrino e respiro.

casino online  directory  porno  web directory

postato da: andy78 alle ore 15:28 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 31 gennaio 2007

L'ESAME

Ricordo ancora la tensione per quell esame, era la fine di cinque anni di superiori, la fine della scuola e l inizio nel mondo degli adulti..ero insicura,e avevo una paura terribile di fare scena muta,di non saper rispondere a nessuna domanda..lo stesso problema lo avevano anche due mie amiche ,dada e claudia..decidemmo di studiare tutte assieme a casa mia,dove avremmo potuto studiare in pace.iniziammo presto a ripassare,ma ci accorgemmo presto che nessuna di noi aveva molta volglia di farlo..ad un tratto dada mi si avvicino,sussurro qualcosa nell orecchio e piano piano insinuo una mano nella mia maglietta,iniziando a stuzzicarmi un capezzolo..io divenni rossa, preoccupata per la reazione di claudia,che sembrava tanto una santarellina, ma devo dire che in seguito mi sono dovuta ricredere..nello stesso istante claudia depositò il libro che teneva in mano,si avvicino a me e mi sfilò la maglietta e iniziò a succhiarmi i capezzoli e giocarci,il mio imbarazzo iniziale svani subito,iniziai quindi anche io a succhiare i capezzoli delle mie amiche e presto ci ritrovammo tutte senza vestiti..claudia mi si avvicino mi sfilo le mutandine e inizio a leccarmela con passione,sentivo la sua lingua sul il mio clitoride,percorrermi tutta e sentivo che stavo gia quasi per venire,finchè lei non decise di fermarsi e di togliersi gli slip,prese la mia testa e quella di dada e iniziammo insieme a leccarle la fica,era morbida dolce e completamente glabra e la cosa mi eccitava moltissimo,iniziai a bere tutti i suoi umori senza perderne neanche una goccia,poi ,mentre dada era ancora impegnata nel suo"lavoro",mi misi dietro a lei e inziai da dietro a leccarla,e notai che la cosa doveva piacerle perche inizio ad agitarsi parecchio,presi i suoi umori,le bagnai l ano e le infilai dentro un dito,poi vedendo il suo entusiasmo ne infilai due e iniziai a penetrarla con violenza,tolsi poi le dita e presi un enorme fallo,regalo di amici per una festa di compleanno, e iniziammo a penetrarci tutte e tre ,alternando posizioni e coppie..dopo poco l orgasmo arrivo per tutte e tre quasi in contemporanea,cosi ci sdraiammo sul letto,iniziando a baciarci ed accarezzarci con delicatezza...dovevamo riprendere a studiare ma la tensione era svanita...utilizzammo questo metodo di "rilassamento" per molte altre volte,e devo dire che da quel giorno studiare divenne molto piu piacevole...

Video porno  Free Sex Videos  Vidéo Sexe

postato da: andy78 alle ore 01:22 | link | commenti (1)
categorie:

AMICHE PER LA PELLE

Anna sbuffò la nuvoletta di fumo verso il soffitto e mentre alzava il mento Betta ebbe il desiderio di baciarle delicatamente la base del collo…che idea assurda le era balzata in testa in quel momento! Decise di accantonare il pensiero e si accese una Merit prendendo in seria considerazione l'idea di non terminare la grappa di chardonnay (ecco era brilla! Per quello aveva pensieri strani). Si tolse le scarpe coi tacchi a spillo e si coricò sul divano col portacenere appoggiato fra i fieri seni, badando a non fare cadere la cenere sulla camicetta di seta antracite.

- Anna dai cerca di non buttarti giù…gli uomini lo sai come fanno…un giorno ti dicono ti amo e poi il giorno dopo scopri che vanno a letto con la tua migliore amica. In fondo non ti meritava…-

Il bel volto ombroso di Anna si corrucciò ulteriormente:

- Ecco ti prego smettila Betta! Con la storia che in fondo non ti meritava e poi ti sei dimenticata di aggiungere…cara non era vero amore, sarebbe finita prima o poi e meno male che non ci sono bambini! Gli uomini…basta non ne voglio più sapere…ragionano con quello che hanno fra le gambe. Da ora in avanti faccio senza di loro, non sono indispensabili in fin dei conti-

- Beh a qualcosa servono? Non ti pare? - Ribatté Betta maliziosa mentre faceva un gesto osceno muovendo la mano verso il proprio inguine.

- Non è detto perché noi donne possiamo essere autosufficienti non credi?

- Certo Anna, però fra il dire e il fare…

- Eccola che riinizia coi soliti luoghi comuni! - replicò Anna mentre accavallava le snelle gambe sulla poltrona.

Stando coricata sul divano Betta godeva di un ottimo punto di osservazione e scorse la fine dell'autoreggente dell'amica, proprio quella parte di pelle bianca che contrasta con la lycra nera la quale a sua volta richiama alla mente il colore scuro del pelo pubico; le parole le uscirono dalla bocca prima che lei potesse pensarle:

- Allora facciamo una prova, visto che sei così disinibita…cerca di sedurmi e vediamo cosa succede.-

Anna che era sempre stata ostinata, non poteva a questo punto tirarsi indietro e decise di stare al gioco:

- Accetto la sfida con piacere e ti dimostrerò che non mi sbaglio, sia chiaro però che è solo un gioco e arriveremo solo fino a un certo punto e tu dovrai essere sincera e dirmi se ti eccito veramente! - pronunciò con voce divertita, mentre si alzava dalla poltrona e lasciava scivolare il tubino grigio a terra, restando in body e calze autoreggenti. Si avvicinò al divano dove era coricata l'amica e si sedette di lato sul bracciolo. Le sfilò il collant e iniziò a baciare i piedi della meravigliata Betty:

- Non ti facevo così fetish Anna! Ah mi fai ridere…mi fa solletico…ti prego - disse esclamando le ultime parole con voce troppo bassa.

La bocca inesorabile di Anna proseguiva succhiando con voluttà le dita e sporcandole di rossetto Corolle nr.5 color mattone bruciato, poi la lingua umida e veloce iniziò a risalire le sottili caviglie e ancora più su fino all'interno delle ginocchia. Anna voleva fermarsi lì, ma era come ipnotizzata…o forse aspettava solo un cenno dell'amica. Mordicchiò il tenero interno coscia e quando fissò negli occhi l'amica vide che era eccitata tanto quanto lei. Con una mano un po’ tremante sfiorò la stoffa delle mutandine da sotto la gonna e ne poté percepire l'umidità…aspettava un cenno di Betta per smettere, ma lei come risposta si tolse gonna e camicetta, mostrandole i suoi seni dotati di grandi capezzoli turgidi rosati. Aveva sempre invidiato il seno abbondante dell'amica e ora desiderava toccarlo, apprezzare a fondo quella pienezza, essere sfiorata da quelle forme calde e armoniose.

Anna si tolse il body, mettendo in mostra un fisico felino e scattante, aveva un seno piccolo ma ben fatto e sodo con piccoli capezzoli bruni. Si adagiò sopra all'amica, seno contro seno…una sensazione strana ma molto appagante, le bocche si incontrarono e si baciarono prima superficialmente, poi sempre più a fondo fino a farle quasi stordire…il punto stabilito in precedenza era saltato e entrambe desideravano arrivare fino in fondo.

Anna a un certo punto scattò in piedi all'improvviso e rossa in volto, senza il coraggio di fissare negli occhi l'amica mormorò un forse è meglio fermarci e Betty come risposta si sfilò le mutandine mettendo in mostra la vagina glabra a parte un ciuffo di peluria castano chiaro.

Istintivamente Anna si adagiò di nuovo sul divano, però al contrario in modo da esplorarsi a vicenda…il fiore roseo dell'amica la attraeva irresistibilmente e ancora più di tutto il profumo che sprigionava fatto di intimi aromi misteriosi e segreti; delicatamente vi posò la lingua percorrendo accuratamente le pieghe e sussultando quando Betty a sua volta le prese fra le labbra il clitoride.

Betty succhiava ora con voluttà, ora con delicatezza, alternando i ritmi con casualità, mentre con l'indice e il medio esplorava la vagina umida dell'amica…fino al punto in cui poté sentire le contrazioni orgasmiche dapprima veloci e rapide e poi più lente e profonde; fece in modo di prolungare il più possibile il piacere di Anna accompagnando il ritmo con la pressione della mano sul clitoride e le punte delle dita all'entrata della vagina.

Poi fu Betty a godere con un piacere improvviso e talmente forte che aveva l'impressione di sprigionare energia luminosa da tutti i suoi orifizi e venne nella umida bocca di Anna che insaziabile ne succhiava gli umori.

Restarono a lungo nude abbracciate sul divano ad accarezzarsi i capelli e i seni, mentre il ticchettio dell'orologio scandiva il tempo.

Fu Anna a rompere il silenzio:

- avevi ragione Betty, si può fare a meno degli uomini… non ho perso molto a lasciare Carlo e poi dal punto di vista sessuale vale zero rispetto a te…-

Betty rispose: - Hai perfettamente ragione, sessualmente era molto fiacco…gli ho persino dovuto indicare dov'era il clitoride! Dai Anna forse col prossimo ragazzo andrà meglio, forse passerà la prova fedeltà & sesso.

Anna schioccò un bacio sulla fronte dell'amica sussurandole: Sei la mia migliore amica.

incesti lesbo  videochat transex   video transex di colore    Video gay fetish   video fetish    Figa latina    video anale   software video porno gratis  foto video porno free

postato da: andy78 alle ore 01:20 | link | commenti
categorie:

La cameretta della mia topa!!!

Un giorno di qualche mese fa mi recai a casa della mia ragazza.
Suonai e alla porta mi si presentò la madre "Ciao Luca, Lilly è fuori ma torna presto. Entra dai, che prendiamo un caffè mentre l'aspettiamo.".
Così feci. Prendemmo il caffè e dopo un po' di tempo la madre si accorse finalmente del mio disagio in cucina, visto che ero solo con lei e il marito... così mi disse finalmente "Puoi aspettarla in camera sua, se vuoi". Non me lo feci ripetere due volte...
Provai più volte a chiamarla al cellulare, ma la solita voce mi diceva che "il cellulare della persona chiamata non è raggiungibile...", e per questo ero alquanto incavolato, visto che non mi aveva detto assolutamente niente.
Così mi sedetti sul letto di Liliana e accesi un po' la tv. Le mandai un messaggio dicendole che l'aspettavo a casa.
Ad un certo punto, però, mi prese una certa curiosità per quella cameretta così carina... così da ragazza... e poi si sa, la curiosità è donna, ma non solo...
Ancora più curioso lo ero per il fatto che stavamo insieme da un paio di mesi e, oltre a qualche toccatina all'interno dei suoi pantaloni, e delle sue magliette, Lilly non mi aveva concesso altro...
Prima di tutto decisi di curiosare nel mobiletto che aveva accanto al letto. Aprii il primo tiretto: era pieno di mutandine.
Stando attento a non stropicciarle e a non rimetterle disordinatamente nel tiretto, le presi e le osservai... le annusai, ma l'odore era quello di capi appena lavati. Mi piacquero un casino alcune di esse. Una tutta bianca di cotone con dei cuoricini rossi, una rosa a vita bassa, un altro paio con dei bei merletti... alcune addirittura con delle trasparenze... le immaginai contenere la fichetta e il bel culetto di Lilly... e potevo solo immaginare visto che non l'avevo mai vista nuda.
Misi a posto e aprii il secondo tiretto: conteneva reggiseni bianchi, rossi, neri, rosa e di varie fantasie. Anche i suoi seni erano per me sconosciuti... li avevo solo toccati e immaginare la sua terza abbondante in quei capi me lo fece drizzare. C'erano anche un paio di camicie da notte.
Aprii così il terzo e ultimo tiretto: c'era di tutto... assorbenti, pupazzetti vari, diari segreti, riviste tipo "cioè"...
Scostai attentamente il tutto per vedere cosa c'era sotto: c'erano degli scatolini e, in fondo, un paio di videocassette. Subito maliziosamente pensai si trattasse di film porno... ma, conoscendola, dopo pochi attimi di eccitanti pensieri esclusi l'ipotesi. In quel momento però mi squillò il cellulare e saltai per la sorpresa. Era Liliana: "Amore ho letto il tuo sms. Scusami se non ti ho avvisato, sono andata al centro commerciale con Marcella. Sarò lì tra un'oretta, credo, dobbiamo aspettare lo sviluppo di alcune foto di Marcy."
Le dissi di non preoccuparsi, che l'aspettavo...
Avevo così più di un'ora per curiosare... mi ero fatto ormai prendere dalla situazione.
Presi così subito le due videocassette. Iniziai da quella con il nastro a metà. La inserii nel videoregistratore sotto la sua tv e schiacciai Play...
Per un momento il cuore mi sobbalzò... non volevo crederci! Sullo schermo della tv apparve una ragazza dai capelli rossi giovane e carina con un enorme cazzo in bocca! Si aiutava con la mano mentre lavorava di bocca quel grande cazzo. Pochi istanti e la ragazza smise di spompinare, l'uomo tirò fuori l'uccello dalla sua bocca, glielo puntò sul viso menandoselo e cominciò a schizzarle forti getti di sborra in faccia... era probabilmente la fine di una delle scene.
Poco dopo, infatti, lo scenario cambiò e questa volta erano due le zoccolette che si avvicinava a un uomo seduto su un divano. Volevo guardare il film ma decisi di premere Stop. Avrei perso solo tempo.
Il mio cazzo intanto era duro nei pantaloni.
Misi la seconda videocassetta e mi accorsi che era alla fine. La riavvolsi di qualche minuto e premetti di nuovo Play: questa volta sullo schermo comparve una donna in mascherina alle prese con due cazzi. Era un film porno amatoriale. Non volevo crederci... la mia dolce ragazza vedeva film porno!
Dopo aver rimesso a posto le vhs, ripresi a frugare in quell'ultimo cassetto. Presi le tre piccole scatole. Aprii la prima e... NO! Non poteva essere! All'interno vi era un vibratore rosa! "Che troia!" esclamai quasi senza accorgermene. Me lo portai al naso a annusai... profumava di fica... era più che usato, e neanche lavato a quanto pareva...
Girai la rotellina nera in fondo e cominciò a vibrare. Lo spensi e lo riposi nella scatola... assurdo! Lilly usava un vibratore!
Aprii la seconda scatola: c'erano delle sue foto... e che foto!
Erano fatte con la polaroid che le avevo regalato io un mese prima: nella prima la mia ragazza si esibiva solo in mutandine e reggiseno, ma con un'espressione sul viso da gran troia, che le avevo visto solo in quelle rare occasioni nelle quali mi concedeva di toccarla dentro gli slip; nella seconda Lilly esibiva il suo bel culo, comunque coperto dagli slip; nella terza la troia faceva bella mostra delle sue tette... mi arrapai terribilmente e mi infilai una mano nel pantalone.
Cominciai a menarmelo seriamente alla visione della quarta foto: si vedeva un primo piano delle sue mutandine, con le cosce aperte. Ai lati delle mutandine bianche si intravedeva la peluria.
Ed ecco che la quinta mostrava finalmente la mia lei nuda... con le sue belle tette e la sua fica pelosetta in mostra...
La sesta mostrava lei sempre nuda, ma distesa a pancia sotto sul letto con in primo piano il suo culo, la sua fica che si vedeva e non si vedeva tra le gambe... il mio cazzo stava per scoppiare.
Mentre mormoravo per l'ennesima volta "Che troia..." vidi la settima e ultima foto: lei sul letto nuda a gambe aperte e con la lingue sulle labbra... arrapantissima! Si intravedeva tra i peli della fica anche la dolce entrata...
Pochi attimi su quella foto ed ecco che, con un urlo soffocato, sentii sgorgare sulla mia mano nei pantaloni il mio caldo sperma. Non avevo resistito. Tirai fuori la mano coperta di sperma e subito presi dei fazzolettini... troppo tardi... una macchia scura era in bell'evidenza sui miei pantaloni!
Cercai di coprirla con il maglione e riposi le foto nella scatola.
Presi poi l'ultima e l'aprii: c'erano tre preservativi, due foglietti con due numeri di cellulare, due floppy e un CD. Ahimè non potevo accedere al pc... lei, in pratica, non lo aveva. L'unico pc in casa era quello nello studio del padre, che comunque usava anche lei.
Chiamai in anonimo i due numeri di cellulare e mi risposero due ragazzi... "Troia!" esclamai più forte. Sentii dei passi in avvicinamento. Riposi frettolosamente il tutto nella scatola e la rimisi nel tiretto. Si aprì la porta: era la mamma.
"Mi hai chiamato?"
Se ti reputi una troia anche tu, allora sì, ti ho chiamata, stavo per dirle. "No signora, cantavo..."
Lei se ne andò e io rimasi di nuovo solo nella camera di Lilly.
Esplorai anche un po' la scrivania, ma oltre ai suoi diari segreti non trovai più niente di rilevante. Ero tentato di guardarli... ma avrei dovuto manomettere i lucchetti, e poi, di lì a poco sarebbe tornata.
Così, riaccesi il televisore e feci finta di guardare qualche programma. Pensavo invece alla mia dolce Lilly, tanta casta e perbene con me, ma che in quella stanza, e speravo solo in quella stanza, si trasfomava in una gran troia... la pensai nuda sul letto con il suo vibratore rosa nella fica... la pensai distesa a gambe aperte mentre si masturbava davanti a uno dei suoi due film porno... e lì mi fermai... non volevo pensare al contenuto dell'ultima scatola, quello doveva essere un discorso da affrontare con lei!
Pensando a tutto ciò il cazzo mi si drizzò di nuovo. Volevo andare in bagno per pulirmi, ma temevo di essere scoperto con quell'enorme macchia di bagnato sui pantaloni. Così decisi di aspettare Liliana e di pensare intanto a come comportarmi con lei una volta arrivata...
Di lì a venti minuti, si sentì suonare il campanello. Qualcuno aprì la porta... era arrivata Lilly...

 

Fotomodelli transessuali   Pompini gay    Interraziale   porno mature    foto lesbiche    filmati di tettone   Transex pompinari   Pompe asiatiche    portali eros ricercasiti

postato da: andy78 alle ore 01:07 | link | commenti
categorie:

ben disposti

Io ed Elisabetta avevamo raggiunto sin dall’inizio una forte intesa sessuale e, quasi, ogni giorno passavamo ore a fare sesso.
Spesso abbiamo avuto rapporti in posti all’aperto (parco cittadino, in villette disabitate, teatro civico in costruzione, in spiaggia) e ovviamente più volte siamo stati beccati in flagrante, questo però, dopo un po’ lo abbiamo notato, anzi che disturbarci spesso ci eccitava.
Lo scoprimmo durante una giornata di “vela” autunnale, mentre scopavamo su una terrazza di una villetta di S. Elia ci accorgemmo che 2 ragazzi ci stavamo osservando in silenzio e a poca distanza, ciò piuttosto che inibirci ci eccitò al quanto… al punto che da quel giorno fantasticammo su eventuali partecipazioni “esterne”.
L’occasione capitò durante un weekend in una villetta di amici Torre delle Stelle, eravamo un gruppone quindi dovemmo stivarci in più coppie per ogni camera, con noi vennero in camera Fabrizio e Teresa, i quali flirtavano ma non erano coppia fissa.
La mattina seguente, dopo una nottata passata a ridere, scherzare e giocare spensieratamente, mi svegliai con una forte erezione e siccome la presenza degli altri non mi dava alcun fastidio (con Fabrizio avevamo fatto diversi campeggi insieme e ne avevamo viste di cotte e di crude, con Teresa ero molto in confidenza e sapevo che di certo lei non si sarebbe turbata granché) iniziai a leccare le tette di Betty.. delle splendide tette sode da 19nne… una 3^ abbondante…questo la mandò subito in visibilio e passò subito al succhiarmi il cazzo.
I ns traffici svegliarono Fabrizio e Teresa ma fecero finta di dormire sino a quando, mentre scopavo Betty a 4 zampe, le chiesi se aveva voglia di prenderlo anche in bocca…… e fu l’inizio del casino.. infatti Fabrizio su pronto (il furbastro finto dormiente) a proporgli il suo già ben duro proprio nel momento in cui Betty aveva il suo secondo orgasmo e non capiva più nulla….. così lo prese in bocca tenendo gli occhi chiusi e mugolando per il piacere….. Teresa colse la palla al balzo e visto che Betty era momentaneamente KO si fece avanti afferrando i ns uccelli mentre ci guardava negli occhi con uno sguardo incredibile.. ci fece sedere ed iniziò a leccarci entrambi…andammo fuori di testa..
Il bello fu che le ragazze iniziarono una specie di gara silenziosa a chi era più porca….
Tra l’altro si dedicarono esclusivamente a noi, loro quasi neanche si sfiorarono… ad ogni idea porca di una sopraggiungeva l’idea più porca dell’altra… alla fine fu un pareggio… erano tutte e due delle grandi porche…non ci lesinarono un solo angolo del loro corpo ed il momento più bollente fu quando vollero che le penetrassimo contemporaneamente………….
Al che non ressi più e dopo aver fatto venire per l’ennesima volta Betty …sburrai, mentre lei mi masturbava, sul viso di Teresa.

 

porno trans brasiliani  Orge tra gay  video amatoriale  video anale  porno amatoriale   filmati mature   Negre bondage   Transex pompinari  ricercasiti  porno bizar

 

postato da: andy78 alle ore 00:52 | link | commenti
categorie: